Storie di una piazzetta toscana

Vicende origliate nella città di Lucca



Nelle città toscane si sta notoriamente bene. Antichità, bellezza e buon cibo. Lucca non fa eccezione. Cittadina carina e accogliente, amata dai turisti.

Sembra che tutti i suoi tesori siano in bella mostra. Mura fortificate, musei, facciate, torri. Passeggi per le viette, fai un salto in un paio di chiese, assaggi la zuppa toscana. Fai tutto quello che si deve fare, eppure questo luogo non diventa familiare. Non diventa "tuo".

Però avresti anche potuto vedere i giardini nascosti, le terrazze sui tetti, visitare gli eleganti saloni aristocratici, fare a mano gli autentici tordelli, prendere lezioni di pittura da un'artista locale, svelare i misteri e ascoltare le leggende.

Le persone. Ecco la chiave per comprendere questa incantevole città.
C'è una minuscola piazzetta, non la si trova sulla carta. Percorri via Sant'Andrea, arrivi quasi fino alla fine, ed eccola lì, sulla sinistra. Attraversi un confine immaginario: sei nel luogo che non c'è. Invece i suoi abitanti sono reali.

Qui vivono Raffaella, artista dai capelli rossi; Gaia, elegante proprietaria di un palazzo del XIV secolo; e infine Grazia, allegra napoletana, proprietaria di un wine bar.

Proprio grazie a loro tre ho scoperto una Lucca completamente diversa. La città si è svelata ai miei occhi in modo del tutto nuovo. Si è riempita di impressioni personali e storie. Si è fatta più vicina, più familiare. Da un semplice punto turistico sulla carta è diventata "mia".

Vi va conoscerla?
Chissà, forse Lucca diventerà un luogo così intimo anche per voi.
VICOLO DELLE VENTAGLIE
"Volevamo creare qualcosa di speciale: accogliere gli ospiti in un palazzo ricco di storia"
Spingo il massiccio portone del palazzo. Alti soffitti, ampi e ripidi gradini. Salgo fino al secondo piano. Mi viene incontro la riccia Gaia. Sorride.

Entro nel salotto. Ci sono alcuni tavoli di forme e dimensioni diverse, un divano shabby in pelle e stampe antiche. Accanto al divano, pile di libri consunti e grandi album.

Fuori, spicca il giallo di un palazzo con il tetto di tegole. Nel sole del mattino, le foglie della pachira brillano di verde ambra.

Sulla poltrona, un cane si stiracchia pigramente.

- Bau – mi saluta pacifico.
Gaia versa il caffè in eleganti tazzine vintage. Si siede e inizia a sfogliare una pubblicazione del 1988.

- Ecco, guarda, il nostro palazzo si chiama Gentili, è del XIV secolo. Era di proprietà dei Franciotti e successivamente è passato alla famiglia Ottolini Balbani. Era un tipico palazzo lucchese dell'epoca. Ampie finestre, trifore, bifore, pentafore.

- Io e mio marito Giulio stiamo insieme da quando avevamo 17 anni. Sognavamo di avviare un'attività nostra, di famiglia.

- Nel 1999 a Lucca c'erano sia hotel che stanze in affitto. Ma io e mio marito volevamo creare qualcosa di speciale: accogliere gli ospiti in una vera dimora lucchese. Non una semplice casa, ma un palazzo ricco di storia.


- Siamo venuti a sapere per caso che in un edificio del XIV secolo c'era un intero piano che poteva essere ristrutturato e affittato. Nello stesso periodo il palazzo è stato riconosciuto come parte del patrimonio culturale, il che significa che qualsiasi cambiamento architettonico doveva essere concordato con il comune per non danneggiare le antichità che qui sono presenti in ogni anfratto.


Durante i lavori di pulizia si è scoperto che la pavimentazione era in palladiana, un tipo di mosaico usato anche ai tempi dell'antica Grecia. Nello specifico il nostro è del XV secolo.

Где остановиться в Лукке

Imbiancando le pareti sono stati riportati alla luce degli affreschi Rinascimentali. Li abbiamo lasciati in vista ed ora decorano ogni stanza.
B&B La Romea


Per non rovinare le antiche pareti, tutti i tubi sono stati lasciati all'esterno. Tubature idrauliche, condotti dell'aria condizionata. Anche i termosifoni sono a vista.
B&B La Romea
Un solo chiodo può generare un disastro. Quindi in ogni stanza abbiamo posizionato una lampada a stelo per non dover forare i soffitti di travi in legno a vista.

Nella stanza "azzurra", abbiamo demolito una parete per dare continuità al soffitto dipinto con motivi del XVIII secolo. Abbiamo così ottenuto una spaziosa camera da letto.

Abbiamo creato una stanza da bagno dal nulla. L'interno è affrescato e c'è un lavabo realizzato a mano, il parquet e una poltrona foderata di seta. Non è un semplice bagno, ma un elegante boudoir.

A proposito, abbiamo collocato un bagno in ogni stanza, sono cinque in tutto.

- Abbiamo costruito "La Romea" (nome del luogo N.d.A.), come se fosse stata la nostra casa ideando personalmente ogni singolo dettaglio. Ho comprato una marea di riviste di design e arredo d'interni. Abbiamo ritagliato le parti che ci piacevano e le abbiamo provate tra loro. Poi siamo andati a concretizzare le nostre idee e a cercare le decorazioni.
Gaia e Giulio si sono recati al mercato dell'antiquariato alla ricerca dei mobili giusti. A Lucca hanno trovato i due tavolini da gioco. Le sedie degli anni '30 arrivano, invece, da Torino, erano numerate perché appartenevano ad un ufficio pubblico. Sulla grande madia del XIX secolo, proveniente dai granai di famiglia, una volta veniva stesa la pasta. Al suo interno si conservava la farina, ora Gaia la usa per servire la colazione.

Le lampade dei designer italiani si mescolano ai mobili rustici, alle eleganti illuminazioni a stelo e a quelle artigianali. Sulle pareti, i dipinti di artisti locali.

- Quando abbiamo iniziato i lavori, l'intero piano era in uno stato deplorevole. Non c'era la cassetta delle lettere, il campanello, le ragnatele erano lì dal medioevo. Grazie a noi, non solo il piano, ma l'intero palazzo ha risvegliato la sua anima. Gli abbiamo dato una nuova vita.
- Romea è il nostro terzo figlio, abbiamo messo in questo progetto lo stesso amore e la stessa energia che abbiamo impiegato per crescere i nostri figli. Abbiamo iniziato ad occuparci di Romea quando aspettavamo il nostro primogenito, Filippo, che ora ha 20 anni.
- Quindi vi siete messi a restaurare un palazzo che non era vostro? Avevate intenzione di acquistarlo? – chiedo io.

- No, non abbiamo nemmeno osato pensarlo! E poi i proprietari non avrebbero venduto. Romea non ci appartiene. E' nata, l'abbiamo messa in piedi, ce ne prendiamo cura, la coccoliamo, ma un giorno dovremo lasciarla andare, proprio come i nostri figli.

- Un tempo Lucca era piena di negozietti. Non c'erano catene di negozi né grandi marchi. Qui sotto, nella piazzetta, c'erano addirittura due calzolai. Il rigoroso Ugo le riparava. Dall'altra parte, in un altro laboratorio, le confezionavano su ordinazione.

Noi, ad esempio, abbiamo ordinato tutti i tessuti da Antonio, lo chiamavano "Antonio Stoffa". Era il miglior negozio di tessuti di Lucca, ma ormai ha chiuso.

Antonio arrivava, srotolava i lunghi rotoli di stoffa e insieme cercavamo il più adatto ad ciascuna stanza.

Le tende nel nostro salone sono ancora di quei tempi, sono di un tessuto di ottima qualità.



Gaia parla entusiasta della sua adorata Lucca:

- Ma tu lo sapevi che sotto Piazza Napoleone si trovano le fondamenta di una chiesa? La chiesa di Santa Maria Corteorlandini, invece, è praticamente la Cappella Sistina locale, tutta decorata da bellissimi affreschi.








Lucca è incredibile, fiabesca. Ti fa sentire come una principessa in un castello. Qui si possono scoprire tantissime cose interessanti.

Ad esempio, l'indirizzo esatto di Gaia è Vicolo delle Ventaglie. In questo vicolo facevano i ventagli, non per il caldo, ma per ravvivare il fuoco nei camini. Ecco spiegato il nome.

Dicono che il massiccio portone intagliato, che si trova sul lato sinistro del palazzo, sia stato creato dallo scultore medievale Jacopo della Quercia. Dietro il portone, tra l'altro, è ancora in funzione il più antico laboratorio artigianale di cornici della città.

Quando ha tempo, Gaia, mostra agli ospiti i suoi luoghi preferiti nei dintorni: le fattorie, i paesini di montagna, le ville reali e le proprietà di famiglia.

I dintorni di Lucca non sono famosi come la Val d'Orcia, per citarne uno. Ma qui ci sono così tante cose interessanti! Città scozzesi, sì, sì, proprio scozzesi (Barga), fortezze del X secolo (Fortezza delle Verrucole) e persino piccoli paesini dove organizzano vere e proprie feste in stile medievale (Vicopisano).
Alla domanda sul suo sogno, Gaia ci pensa un attimo e risponde:

- Voglio solo fare bene il mio lavoro, in modo che gli ospiti, andandosene, dicano: "Gaia, è stato proprio come alloggiare a casa tua". Questo è il miglior complimento.

Esco dal palazzo, mi corre incontro Grazia:

- Uè, Lidia, bella, andiamo da me. Ho preparato una quiche di verdure da leccarsi le dita!

Baccanale Lucca
UNA NAPOLETANA IN TOSCANA
"Hai presente i paesini e le piccole città dove c'è un solo bar? Il mio bar è diventato uno di quelli"
Grazia è la proprietaria di un'accogliente wine bar di fronte al palazzo di Gaia. Trasferirsi da Napoli a Lucca non è stato facile. Inizialmente la gente del posto non dava neppure un'occhiata, era frequentato solo dai turisti. L'ospitalità napoletana è stata d'aiuto. È difficile resisterle.

- Hai presente i paesini e le piccole città dove c'è un solo bar? Il mio bar è diventato uno di quelli. Questa piazzetta è come un paesino e tutti frequentano l'unico e adorato bar della porta accanto.

Scende per un calice di vino anche René, pensionato francese, ha deciso di trascorrere la sua vecchiaia a Lucca. Vive nella casa di fronte. Sopra di lui c'è l'appartamento di Armando, il proprietario di un supermercato del quartiere. Sotto di lui vive una coppia con un figlio adottivo. Dietro il bar abita Michelangelo con sua moglie e due bellissime bambine bionde.



Nello stesso luogo c'è la casa della più anziana residente della piazzetta, Raffaella, un'artista. Organizzava mostre insieme al suo defunto marito, i coniugi erano mecenati dell'arte e, come si direbbe oggi, talent scout.







Ogni giorno, Raffaella porta da mangiare ai gatti randagi davanti alla porta. Il suo preferito è Rosetto, rosso, come lei.


Raffaella parla spesso della sua infanzia. Quando ancora erano bambini un venditore di giocattoli con un braccio solo li portava in giro su un carretto.


Affiorano i ricordi della Lucca di un tempo. I bambini urlano, il venditore per poco non li fa cadere. Spinge il carrellino con la mano sinistra.











In realtà la piazzetta non esiste. Dal punto di vista urbanistico questo è un cortile toscano. È vero, l'atmosfera qui non è quella di un cortile: nessuno grida, nessuno gioca.

Tutti quelli che passano di qui rispettano l'atmosfera del luogo. Ad esempio, qui non potrebbe mai aprire un pub rumoroso.

Ci si può sedere con un libro sorseggiando del vino o fermarsi ad ammirare gli archi medievali, la chiesa e osservare la vita. La piazzetta è nascosta al flusso di turisti e allo stesso tempo si trova vicino alla Torre Guinigi, il simbolo principale della città.
La piazzetta, un cortile toscano con charm
- Ho studiato architettura. Mi hanno chiamata a Lucca per trasformare la bottega del calzolaio in un bar. Mi sono innamorata subito di questo posto, soprattutto del portone di un nobile grigio-verde, il colore che caratterizza Lucca. Per questo motivo ho lasciato la porta così com'era.

Quando ho finito i lavori, vivevo ancora a Napoli, il proprietario mi ha proposto di entrare in comproprietà. Ho accettato e venivo a Lucca una volta ogni due settimane. Poi, però, il mio socio ha lasciato l'attività, e io ho comprato la sua parte. Ho ideato questo posto come volevo, e alla fine, in effetti, è diventato mio!

E' INCREDIBILE COME CHIUNQUE ARRIVI SI SIEDA SUBITO AL POSTO DEL CALZOLAIO. LUI LAVORAVA PROPRIO QUI, IN QUESTO PUNTO.
Grazia offre agli ospiti piatti fatti in casa. Le ricette più apprezzate sono quelle toscane, come i tordelli, una classica ricetta lucchese. Si tratta di ravioli di carne preparati appositamente da un raviolificio artigianale locale con ingredienti selezionati. A volte Grazia organizza lezioni di cucina per i suoi clienti dedicate proprio alla preparazione dei tordelli.
Винный бар Лукка
Prepara anche le bruschette: in autunno con tartufo e funghi porcini; in estate con pomodori e formaggi freschi. D'inverno, invece, cucina zuppe sostanziose. A Lucca amano la zuppa di verdure e farro. Una volta impiattata si aggiungono olio d'oliva a crudo e una foglia di basilico.
Аперитив Лукка
Adora i dolci. Ad esempio, non prepara il classico tiramisù, ma ne fa uno con i frutti di bosco. Il tiramisù, sembra essere un'invenzione toscana. Venne preparato dai pasticceri senesi in onore dell'arrivo di Cosimo Medici e lo chiamarono "zuppa del duca".
Аперитив Лукка

Il wine barè praticamente il centro della piazzetta e Grazia ne è l'animatrice principale. Attira i residenti e li invita a sperimentare. Rilascia nuova vita nella piazzetta.

Ad esempio, quando fa bello, Grazia organizza degli en plein air. Rafaella offre agli ospiti lezioni di pittura.
Grazia fornisce anche i cestini da pic-nic. Si possono percorrere le mura in bici, pranzare lì, tra gli antichi platani, e ammirare la città con i suoi tetti di tegole.

Di sera, qui, risuona un tranquillo jazz e tremolano le candele. In estate, nella chiesa, si tengono concerti di musica dal vivo.




- Per scoprire Lucca è necessario fare amicizia con la gente del posto. Ora lo so per certo. Ci credi che, qui accanto, dall'altro lato, c'è un giardino segreto!? Una volta apparteneva alla chiesa. Sogno di organizzarci eventi privati e anche di organizzare aperitivi al tramonto, sulle terrazze dei tetti di Lucca, nelle case dei miei clienti, che ora sono miei amici.










- Qui a Lucca ho trovato la mia casa. E ho trovato me stessa. Credo che niente avvenga per caso.


Questo posto, la piazzetta, il quartiere amichevole, il mio amato lavoro, la libertà. Di cos'altro c'è bisogno? Ogni mattina mi alzo e ringrazio Dio per un nuovo giorno, e inizio la giornata con il sorriso.

Sono una persona molto felice.

Винный бар Лукка
René è affacciato alla finestra:

- Salut, ma belle!


- Salut René, ça va?

Dove cercare i protagonisti della storia:

Ovviamente nella piazzetta che non c'è, la piazzetta Sant'Andrea a Lucca

Se verrete a Lucca, salutate Gaia e Grazia da parte di Lidia.